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La Deposizione dalla Croce - Luca Signorelli (1516)

 
 

The Descent from the Cross - Luca Signorelli (1516)

Autoritratto-del-Signorelli

Autoritratto del Signorelli

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La deposizione dalla Croce

La Deposizione dalla Croce Commissionata dalla Confraternita di Santa Croce al cortonese Luca Signorelli forse ancora entro il 1515, la tavola viene terminata nel 1516, data che compare in basso a destra sulla cornice originale, inglobata successivamente nel grande complesso ligneo intagliato nel 1611-12. Realizzata in un lasso di tempo molto breve, mostra come il pittore fosse ormai a capo di una organizzata bottega, che collaborava alle numerose commesse assegnate al maestro. Il tema principale della tavola, la Deposizione dalla Croce, è qui inserito dall´artista in un contesto più ampio, quasi un piccolo ciclo che illustra i momenti salienti della Passione di Cristo. E´ probabile che tale scelta sia da riferire alla volontà della Confraternita, in seno alla quale il tema della Passione era particolarmente sentito e fatto oggetto, ad esempio in occasione delle festività pasquali, di vere rappresentazioni " teatrali" i cui testi sono stati parzialmente tramandati. La lettura del dipinto può iniziare in alto a sinistra, dove le tre croci piantate sul Golgota segnano il momento della Crocifissione. Si passa poi alla scena centrale, la Deposizione, cui assistono il gruppo delle Marie, a sinistra, la Vergine già svenuta a terra, e la Maddalena, ai piedi della croce, colta nel tenero e disperato gesto di raccogliere con la mano il sangue di Cristo. Il gruppo si chiude a destra con la figura di San Giovanni, al di sopra del quale si scorge l´ultimo momento del ciclo, con il trasporto del corpo verso il sepolcro, durante il quale il Cristo, irrigidito dalla morte, viene compianto dai suoi cari. I tre pannelli di predella, data l´intitolazione della Confraternita alla Santa Croce, sono dedicati alla leggenda del " Ritrovamento della vera Croce di Cristo" , nella versione proposta da un testo molto diffuso nel Medioevo, la " Legenda Aurea" di Iacopo da Varagine. Il primo episodio, (curiosamente il pittore lo inserisce nella tavoletta centrale, sulla metà di destra) risale ai tempi del re Salomone, quando la regina di Saba, sua ospite, per ispirazione divina si inginocchia ad adorare un tronco di legno che fungeva da ponte presso un corso d´acqua. Quello stesso tronco, molto tempo dopo, sarà utilizzato per costruire la croce di Cristo. La narrazione, a partire ora dalla prima tavoletta di sinistra, prosegue con le vicende legate all´imperatore romano Costantino (IV secolo d.c.) che, come gli era stato suggerito in sogno, mette in fuga le armate di Massenzio grazie all´esposizione di una croce d´oro. Una volta " convertito" , è sua madre Elena ad adoperarsi nella ricerca della vera Croce (tavoletta centrale); ritrovata sul Golgota, quella di Cristo viene riconosciuta rispetto alle altre due perchè, appena avvicinata ad un ragazzo morto, miracolosamente lo resuscita. Il racconto si chiude con un fatto avvenuto molto più tardi, nel VII secolo. Il re persiano Cosroe, conquistata Gerusalemme, si appropriò della Croce, che viene recuperata dall´imperatore Eraclio. Nella tavoletta di destra è raffigurato infatti l´ingresso trionfale della Croce in Gerusalemme, portata dallo stesso Eraclio. L´accesso alla città viene però impedito da un angelo, che invita l´imperatore a togliersi le vesti ed i calzari ed entrare in umili spoglie, esponendo la sacra reliquia. La vicenda artistica di Luca Signorelli Luca Signorelli (Cortona, 1445/50 -1523 ) figura tra i protagonisti della fase matura del Rinascimento, fase che coincide con i decenni finali del Quattrocento e l´inizio del secolo successivo. Nella sua lunga carriera opera al fianco e in competizione con i migliori artisti del momento (Perugino, Botticelli, Raffaello e Michelangelo), facendosi portatore di uno stile personale, caratterizzato da uno spiccato senso plastico e volumetrico. A determinare la fortuna del pittore, è la capacità di esprimersi in un linguaggio comprensibile, allo stesso tempo " monumentale" quanto " popolare" . Nasce artisticamente come allievo di Piero della Francesca, e gli insegnamenti del pittore di Borgo Sansepolcro, oltre ad improntarne I´ attività giovanile, torneranno di frequente ben riconoscibili nelle opere più mature. Non meno importanti saranno i contatti con l´ambiente di Urbino, ricco di stimoli per la presenza di pittori ferraresi, maestri fiamminghi, e dei più grandi architetti del momento, attivi intorno alla corte dei Montefeltro e al nuovo Palazzo Ducale. Della notorietà di cui il pittore godeva già intorno al 1480, sono testimonianza ben due commissioni papali per volontà di Sisto IV; la prima quando il pontefice lo chiama ad operare nella Basilica di Loreto, dove lascia gli affreschi della Sacrestia di San Giovanni; la seconda quando è invitato a far parte del gruppo di artisti impegnati nella grandiosa decorazione della Cappella Sistina, sotto la regia del Perugino. Nuovi stimoli il Signorelli troverà a Firenze, presso la corte di Lorenzo il Magnifico, colto mecenate e animatore di quel circolo di filosofi, letterati e artisti, che si riconoscevano nelle teorie filosofiche del neo-platonismo. Terminata nel 1492 la parentesi fiorentina, l´attività del pittore graviterà sempre più spesso in Umbria - notissima è la decorazione ad affresco della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto (1499-1504) - in particolare stazionando nell´area altotiberina, che ne aveva visto gli esordi. Qui, coadiuvato da una organizzata bottega, lascerà un cospicuo numero di opere con le quali, a volte riproponendo soluzioni già ampiamente sperimentate, altre offrendo proposte più originali, seppe comunque assicurarsi consensi di pubblico e numerosi " imitatori" . La Pala del Pomarancio La tela, raffigurante la " Madonna col Bambino in gloria tra Angeli e santi" , proviene dalla attigua chiesa di San Francesco, da dove è stata rimossa di recente per motivi di conservazione. In basso a sinistra si legge la firma dell´artista, Niccolo Circignani " de Pomarancio" , mentre sull´angolo opposto è la data di esecuzione, il 1577, ed il nome del committente, Cristoforo Martinelli. Nel gruppo della " Vergine col Bambino" Pomarancio riprende da vicino un´opera di un illustre collega, il pittore parmense Parmigianino, realizzata a Roma tra 1526 e 1527 per Maria Bufalini (membro dell´importante famiglia tifernate), ed arrivata solo più tardi a Città di Castello (in Sant´Agostino, ora emigrata a Londra). Del pittore parmense, Pomarancio coglie anche qualche nota di stile, come la tendenza ad allungare le figure; basti guardare il Bambino, slanciato ed elegante nelle movenze, ma, rispetto al sofisticato linguaggio di Parmigianino, più " naturale" nei sentimenti, esternati nel sorriso dolce ed affettuoso. In basso, i santi che assistono alla scena sono ben riconoscibili grazie ai loro consueti attributi iconografici. Il primo da sinistra è sant´Andrea apostolo, con la grande croce sulla quale subì il martirio. Anche il san Biagio che lo affianca, in abito vescovile, tiene in mano lo strumento con cui fu torturato, un pettine usato dai cardatori di lana. Segue il santo titolare della chiesa, san Francesco, con le stimmate, mentre l´ultimo personaggio a destra è san Sebastiano, martirizzato a colpi di freccia.

Luca Signorelli (by Potsy)
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The Deposition from the Cross , commissioned by the Confraternity of the Holy Cross at Cortona, Luca Signorelli perhaps even by 1515 , the table is finished in 1516 , a date that appears at the bottom right of the original frame , subsequently incorporated into the large complex carved wooden in 1611-12 . Made in a very short period of time , it shows how the painter was now at the head of an organized workshop , which collaborated with many projects assigned to the teacher . The main theme of the table, the Deposition from the Cross, is here inserted by the artist in a broader context , as a small loop that illustrates the key moments of the Passion of Christ. And ' likely that this choice is to report to the will of the Brotherhood , within which the theme of the Passion was particularly felt and made ​​object, such as during the Easter holidays, representations of real " theater " whose lyrics were partially passed . The reading of the painting can begin in the upper left corner , where the three crosses planted on Golgotha ​​mark the time of the Crucifixion. We then move on to the central scene , the Deposition, attended by the group of Marie , left , the Virgin already passed out on the ground, and the Magdalene at the foot of the cross, caught in the tender and desperate gesture with his hand to collect the blood of Christ. The group closes to the right with the figure of St. John , above which you can see the last moments of the cycle , with the transportation of the body to the tomb , during which the Christ, stiffened by death is mourned by his loved ones. The three panels of the predella , given the naming of the Brotherhood of the Holy Cross, are dedicated to the legend of the " Finding of the True Cross of Christ," as proposed by a text widely used in the Middle Ages , the " Golden Legend " of Jacopo da Voragine . The first episode (curiously , the painter inserts it into the central tablet , on the right half ) dates back to the times of King Solomon , when the queen of Sheba, her guest , by divine inspiration kneels to worship a piece of wood that served as a bridge at a water course . That same trunk, much later, will be used to build the cross of Christ. The narrative , as of now the first tablet on the left, continues with the events related to the Roman Emperor Constantine (fourth century AD) , as had been suggested in a dream , puts to flight the armies of Maxentius thanks to the exposure of a gold cross . Once " converted ," is his mother Helen to work in search of the True Cross ( central tablet ) found on Golgotha ​​, Christ is recognized with respect to the other two because , as soon approached a dead guy , he miraculously resurrected . The story ends with something that happened much later, in the seventh century . The Persian king Chosroes conquered Jerusalem , took possession of the Cross, which is recovered by the emperor Heraclius . In the table on the right is in fact represented the triumphal entry of the Cross in Jerusalem , brought by the same Heraclius . Access to the city is not prevented by an angel, who calls the emperor to take off his clothes and shoes and get in humble guise , exposing the sacred relic . The artistic life of Luca Signorelli Luca Signorelli ( Cortona , 1445/50 -1523 ) is one of the protagonists of the mature phase of the Renaissance, during which coincides with the final decades of the fifteenth century and the beginning of the next century . In his long career working alongside and in competition with the best artists of the moment ( Perugino , Botticelli , Raphael, and Michelangelo) , making himself the bearer of a personal style , characterized by a strong sense of plasticity and volumetric . To determine the fortune of the painter, is the ability to express themselves in a language understandable at the same time " monumental" as "popular" . Born artistically as a pupil of Piero della Francesca, and the teachings of the painter of Borgo Sansepolcro , in addition to improntarne The ' youth activities, they will return frequently recognizable in the more mature works . No less important will be the contact with the environment of Urbino , rich stimuli for the presence of Ferrarese painters , Flemish masters , and of the greatest architects of the time , active around the court of Montefeltro and the new Palazzo Ducale. Of the reputation already enjoyed the painter around 1480 , two papal commissions are witness to the will of Sixtus IV , the first when the pope called him to operate in the Basilica of Loreto, where he leaves the frescoes in the sacristy of St. John , the second when he was invited to join the group of artists involved in the grand decoration of the Sistine Chapel , under the direction of Perugino . Signorelli find new stimuli in Florence at the court of Lorenzo the Magnificent, cultured patron and promoter of the circle of philosophers , writers and artists, who recognized in the philosophical theories of neo- Platonism . After the interlude of Florence in 1492 , the painter's activity will gravitate more and more often in Umbria - well-known is the fresco decoration of the Chapel of San Brizio in the Cathedral of Orvieto ( 1499-1504 ) - in particular, stationed in the Upper Tiber , which had seen the beginning. Here, assisted by an organized workshop , will leave a large number of works with which , sometimes proposing solutions already widely tested , others offering the most original , however, was able to make by the public and many " imitators " . The Pala Pomarancio The painting, depicting the " Madonna and Child in Glory with Angels and Saints," comes from the nearby church of San Francesco, from where it was removed recently for conservation reasons . In the lower left corner reads the signature of the artist, Niccolo Circignani " de Pomarancio ," while on the opposite corner is the date of execution, 1577 , and the name of the client, Christopher Martinelli . In the group of the " Virgin and Child " Pomarancio is closely modeled on the work of a distinguished colleague , the painter Parmigianino, Parma , built in Rome between 1526 and 1527 Mary buffalo ( member of the important family tifernate ) , and only later came to Città di Castello ( in St. Augustine, now emigrated to London). Painter of Parma , Pomarancio also takes some notes of style , such as the tendency to stretch the figures , just look at the Child, slender and elegant in the movements , but compared to the sophisticated language of Parmigianino , more "natural" feelings , externalised in the smile sweet and affectionate . On the downside, the saints who witness the scene are easily recognizable thanks to their usual iconographic attributes . The first from the left is Saint Andrew the Apostle , with the big cross on which he was martyred. Even the San Biagio who joined him in the episcopal dress , holding in his hand the instrument with which he was tortured , a comb used by wool carders . Follows the titular saint of the church, St. Francis with the stigmata , and the last character on the right is St. Sebastian , martyred with arrows.

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