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Il-Palazzo-Comunale

Il Palazzo Comunale

 
 

The Town Hall

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La sala dei Gruppi consiliari

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La sala del Consiglio

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La Sala Giunta

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Il Palazzo Comunale di notte

La storia del Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale
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Alla fine del XVII secolo un agglomerato disordinato di casupole occupava l'area dove oggi sorge il Palazzo Comunale. L'odierna Piazza Matteotti era solo un piccolo slargo e non simboleggiava il centro del potere locale, che allora gravitava intorno alla Rocca.

I Marchesi di Sorbello disponevano delle costruzioni ubicate nell'area dell'attuale residenza municipale a titolo di enfiteusi "fino alla terza generazione", in base ad un contratto con la Mensa Vescovile di Gubbio, proprietaria degli immobili. Sulla base di questo contratto, le vecchie casupole furono abbattute ed iniziò la costruzione del palazzo che fu portata a termine il 29 aprile 1720. Da questa data l'edificio prese il nome di "Palazzo Bourbon di Sorbello" e la piazzetta antistante "Piazza del Marchese".

Il palazzo, tuttavia, risultava inadeguato alle esigenze dei Marchesi Bourbon che, quasi sicuramente, non divennero mai proprietari dell'immobile. Quando il Comune decise di occupare quella sede, nella primavera del 1841, esso apparteneva, infatti, a Domenico Mavarelli che nel frattempo lo aveva acquistato dalla Diocesi di Gubbio. La residenza municipale si era trasferita nel 1787 fuori dalle mura cittadine, nel soppresso convento femminile di Santa Maria Nuova, situato nell'attuale via Grilli, in fondo alla Piaggiola. Si trattava senza alcun dubbio di una collocazione inadeguata e infelice.

La ricerca di una sistemazione più idonea e centrale si fece urgente e il 17 dicembre 1840 il Consiglio Comunale affrontò ufficialmente il problema del trasferimento in altra sede, proponendo quella del "Palazzo del Marchese", ormai Mavarelli. La proposta, messa ai voti, fu approvata a maggioranza. .

I lavori di sistemazione del palazzo incominciarono subito nei vari piani e man mano che terminavano vi si trasferivano le varie attività comunali. L'archivio comunale fu sistemato al terzo piano nel 1843.

Nel 1923 fu apportata al palazzo qualche modifica interna e fu anche rimosso il casotto di legno che ingombrava l'atrio. Vennero inoltre restaurati i quadri che ricordano antichi personaggi umbertidesi e fu commissionata al prof. Frenguelli l'esecuzione dei due stemmi in travertino, d'Italia e di Umbertide, da murare tra le finestre centrali del primo piano.

Il bombardamento aereo del 25 aprile 1944 e quelli successivi risparmiarono questa costruzione, che tuttavia fu seriamente danneggiata in molte parti da altri eventi bellici.

Nel dopoguerra si provvide alla riparazione di tutti i locali e a restaurare le volte affrescate al primo piano con una spesa totale di 1 milione e 500mila lire.

Per le sue condizioni di degrado e pericolosità il 21 settembre 1981 iniziarono i lavori di restauro e consolidamento che furono ultimati il 10 novembre 1984, con l'aggiunta dei locali costruiti sull'antico vicolo degli "Scudellari", acquistati per far posto agli uffici per le nuove competenze dell'amministrazione comunale.

Mentre i locali superiori hanno avuto diverse sistemazioni nel corso degli anni, il piano nobile è rimasto inalterato nel tempo, con poche varianti che riguardano solo la destinazione delle stanze. L'Ufficio del Sindaco e la sala del Consiglio Comunale sono rimasti sempre al loro posto, mentre quella della Giunta, intorno al 1990, ha occupato lo spazio destinato alla segreteria del primo cittadino, lasciando la tradizionale e storica sala, che ospitò l'esecutivo della Liberazione e della nascita della Repubblica, per le riunioni dei gruppi consiliari e le conferenze stampa.

L'ampio atrio, dove è disposta la postazione informativa e dove si affacciano gli uffici del Sindaco, del Vicesindaco e della Giunta Comunale, ha le volte completamente affrescate e sulle pareti una galleria di quadri che rappresentano alcuni personaggi storici umbertidesi. Nell'ufficio del Sindaco, le cui finestre danno su piazza Matteotti, si possono ammirare alcuni quadri importanti per la storia cittadina: "La piazza del mercato" di Ernesto Freguglia risalente al 1875; una tela raffigurante "San Romualdo, la Maddalena e la Vergine col Bambino" di autore ignoto; un disegno di Fratta vista da nord di Giovanni Santini della prima metà dell'800. Nella sala Giunta, con le volte completamente affrescate, prosegue la galleria dei personaggi storici umbertidesi e viene ospitato un antico e prezioso scaldino in ceramica artistica. La sala dei gruppi consiliari ha le pareti e le volte completamente affrescate ed è una della sale più belle di tutto il Palazzo Comunale. La sala del Consiglio Comunale occupa quello che una volta era il salone delle feste, dove gli antichi proprietari usavano intrattenere i loro ospiti. Sulla parete dietro il bancone riservato alla Giunta un grande affresco rappresenta lo stemma comunale. In alto, sulle pareti laterali, sono poste delle terrazze monumentali.

Gli affreschi delle sale comunali sono stati realizzati nel 1810 dal pittore Montorsi di Perugia mentre Biagio Vantaggi di Gubbio realizzò nel 1842 le sculture presenti nel piano nobile.

Un Palazzo Comunale, quello di Umbertide, che ha saputo conservare il meglio della sua antica e nobile storia, attrezzando tuttavia, nel corso degli anni, i propri uffici con i più moderni strumenti informatici per rispondere sempre meglio alle legittime esigenze dei cittadini utenti.

* * *

The history of the Town Hall
At the end of the seventeenth century a clumsy conglomerate of huts occupied the area where today stands the Palazzo Comunale. Today's Piazza Matteotti was only a small open space and symbolized the center of local power , which then revolved around the fortress .
The Marquis of Sorbello possessed buildings located in the area of the town hall by way of lease " until the third generation ," according to a contract with the Mensa Bishop of Gubbio, owner of the property . On the basis of this contract , the old shacks were torn down and began the construction of the building which was completed April 29, 1720 . From this date the building was named "Palazzo Bourbon di Sorbello " and the little square " Piazza del Marchese ."
The palace , however, was found inadequate for the needs of the Marchesi Bourbon that almost certainly never became owners of the property . When the City decided to occupy that seat , in the spring of 1841 , it belonged , in fact, Domenico Mavarelli that in the meantime he had purchased from the Diocesi of Gubbio. The town hall had moved in 1787 outside the city walls , in the suppressed convent of Santa Maria Nuova , still located in the "via Grilli", at the bottom of Piaggiola . It was , without doubt, a wrong placement.
The search for a suitable accommodations and central location became urgent and December 17, 1840 the City Council officially faced the problem of transferring elsewhere , suggesting that the " Palazzo del Marchese", now Mavarelli . The proposal , put to a vote , was approved by majority vote. .
The renovation of the building began immediately on the different floors and as they ended were transferred various municipal activities . The municipal archive was housed on the third floor in 1843.
In 1923 he was made ​​a few changes to the building interior , and was also removed the wooden hut that cluttered the lobby . They were also restored the paintings that recall ancient characters umbertidesi and was commissioned to prof . Frenguelli the execution of the two arms of travertine, of Italy and of Umbertide, to be built between the central windows of the first floor .
The bombing of April 25, 1944 and subsequent spared this construction, which, however, was seriously damaged in many parts from other war events.
After the war he provided for the repair of all local and restoring the frescoed ceilings on the first floor with a total cost of 1 million 500 thousand dollars.
Due to its state of decay and danger September 21, 1981 began the restoration and consolidation that was completed November 10, 1984 , with the addition of the premises built on the ancient alley of " Scudellari " purchased to make way for offices the new powers of the municipal administration .
While the local superiors have had several rooms over the years , the main floor has remained unchanged over time, with a few variations that affect only the destination of the rooms. The Office of the Mayor of the City Council and the hall have remained in place, while that of the Board , circa 1990 , has occupied the space for the secretary of the mayor, leaving the traditional and historic hall, which housed the executive Liberation and the birth of the Republic, to the meetings of the council groups and press conferences .
The large lobby , where will the information point and overlooked by the offices of the Mayor, the Deputy Mayor and the City Council, has sometimes completely frescoed walls and a gallery of pictures that represent some historical umbertidesi . The Office of the Mayor, whose windows overlook Piazza Matteotti, we can see some important paintings in the history of the town : " The Market Square " by Ernesto Freguglia dating back to 1875 , a painting of " St. Romuald , Mary Magdalene and the Virgin with Child " by an unknown author , a painting of Fratta  of Giovanni Santini of the first half of 800 . In the dining Board, with sometimes completely frescoed , continues the gallery of historical figures umbertidesi and is housed in an ancient and precious warmer ceramic art . The hall council groups has completely frescoed walls and ceilings and is one of the most beautiful rooms around the Town Hall. The hall of the Municipal Council occupies what was once the ballroom , where the former owners used to entertain their guests. On the wall behind the counter reserved to the Board a large fresco of the municipal coat of arms . At the top, on the side walls of the terraces are placed monumental .
The frescoes in the town halls were made in 1810 by the painter Montorsi of Perugia while Biagio Vantaggi of Gubbio in 1842 created the sculptures on the main floor .
A Town Hall, one of Umbertide , which has managed to preserve the best of its ancient and noble history , gearing however, over the years , its offices with the most modern tools to better meet the legitimate needs of citizens and users .